Palermo, 27 settembre 2019 - Ance Sicilia, Cna costruzioni, Anaepa Confartigianato, Claai, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative e Creda, intervengono in merito all'impugnativa della norma regionale sugli appalti: "Tutte le forze politiche dichiarano che servono ingenti investimenti in opere pubbliche. Ma il criterio di aggiudicazione imposto col Codice dei contratti nazionale, più che altro per ideologia, dal governo Renzi, unito alla malaburocrazia ha avuto l'unico risultato di bloccare il mercato delle opere pubbliche. Le poche opere aggiudicate sono state appannaggio di imprese spesso non siciliane e che per risparmiare non hanno rispettato le regole sulla qualità dei materiali e sui contratti di lavoro. La Sicilia è disseminata di incompiute e crolli ed è una delle poche regioni d'Italia in cui sono aumentati infortuni e morti sul lavoro. La Regione siciliana è l'unica che ha avuto il coraggio di opporsi all'ideologia al governo varando per ben due volte una norma che propone un sistema alternativo, beninteso al di sotto della soglia di importo di interesse comunitario, trasparente, non predeterminabile, contro i ribassi anomali e a tutela delle regole, della sana concorrenza e della sicurezza dei lavoratori.

Ora anche il governo giallo-rosso, che dice di essere a favore dei cittadini e dell'economia, impugnando la norma regionale ribadisce quella scelta ideologica del Codice dei contratti nazionale che va contro i lavoratori, le imprese oneste e lo sviluppo della Sicilia.  Il governo regionale fa bene a opporsi all'impugnativa soprattutto perché, a differenza di quanto avviene in politica, su questo tema mancano il dialogo, il confronto e la proposta di alternative. L'azione della Regione va sostenuta in ogni modo. Queste forze appassionate di criteri predeterminabili che spingono al rialzo dei ribassi si renderanno responsabili della definitiva distruzione del sistema delle imprese siciliane sane e di tutta l'occupazione del settore edile. Ma dovranno spiegarlo ai lavoratori che dicono di volere difendere”.