Palermo, 3 novembre 2019 – La centralità della Sicilia come hub strategico delle nuove connessioni energetiche e delle reti di trasporto merci nel Mediterraneo, fra il Sud Europa e il Nord Africa, sembra, dopo tanti anni, avere finalmente ritrovato cittadinanza anche nelle politiche della Regione nella direzione di rendere efficiente anche la mobilità interna. Ne è convinta l’Ance Sicilia, che in tal senso legge con favore l’iniziativa del governo regionale e, in particolare, dell’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, di sbloccare e dare un regolare calendario alle gare d’appalto di importo piccolo e medio per la costruzione di infrastrutture o la manutenzione di opere esistenti, funzionali alla migliore circolazione di persone e merci e alla sostenibilità ambientale dei trasporti nel territorio dell’Isola. 

Azione lodevole che, osserva l’Ance Sicilia, potrà anche essere il primo vero banco di prova della nuova legge regionale sugli appalti in termini di maggiore trasparenza delle gare, di argine al fenomeno dei ribassi anomali e di rispetto della sana concorrenza in un mercato che deve garantire qualità, corretta esecuzione, sicurezza dei cantieri e dei manufatti conclusi.

Ma tutto ciò, avverte l’Ance Sicilia, “avrà una vera efficacia se l’Esecutivo si impegnerà anche a vigilare sui comportamenti della burocrazia e delle stazioni appaltanti e sui tempi di aggiudicazione delle gare, considerato che in Sicilia, in media, dopo un anno non si ha più notizia di oltre la metà dei pubblici incanti”.

“Allo stesso tempo – conclude il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone – per recuperare gli anni di ritardo e ridurre il gap infrastrutturale dell’Isola, occorre che anche le stazioni appaltanti nazionali pongano analogo impegno nello sblocco degli interventi relativi al completamento e alla modernizzazione della rete autostradale, ferroviaria, portuale e aeroportuale della Sicilia, affinchè il territorio torni ad essere competitivo e ad attrarre investimenti esteri, indispensabili a intercettare le opportunità che saranno offerte dall’entrata in esercizio delle nuove reti transnazionali di energia e di trasporto”.