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Palermo, 10 maggio 2019 - E’ il momento di dire basta all’incuria e all’abbandono in cui versano città, infrastrutture, scuole, edifici e spazi verdi del Paese. E’ il momento di reagire a una burocrazia asfissiante che blocca tutto e peggiora le condizioni di vita di ognuno di noi.
Con questo obiettivo prende il via, a partire da oggi, 10 maggio, in contemporanea su tutto il territorio nazionale, l’iniziativa dei nastri gialli #bloccadegrado, promossa dall’Ance insieme alla società civile, il mondo produttivo, la filiera e tutti coloro che vogliono reagire all’incuria e al degrado. 
“Si tratta di una grande mobilitazione civile che punta a coinvolgere direttamente i cittadini attraverso comitati civici, associazioni e volontariato
 

Palermo, 8 maggio 2019 – E’ stato calcolato in questi giorni che il sistema della corruzione sottrae all’economia sana del Paese una cifra pari a 100 mld di euro. Le denunce sono fondamentali e Ance Sicilia, che da sempre si batte per la trasparenza del mercato degli appalti, plaude al coraggio di tutti gli imprenditori che reagiscono e sarà sempre al fianco dell’imprenditore, consigliere di Ance Enna e componente della Commissione lavori pubblici di Ance Sicilia, che ha consentito a inquirenti e forze dell’ordine di smontare il sistema corruttivo dentro il Provveditorato regionale opere pubbliche

Palermo, 7 gennaio 2019 – “Le richieste dei Comuni siciliani per interventi contro il rischio idrogeologico ammontano a circa 2 mld di euro. Tra Accordo di programma e Patto per la Sicilia ne abbiamo a disposizione un terzo, poco più di 700 mln, e sono fiducioso circa il raggiungimento dell’obiettivo con la quasi totalità delle opere completate nel 2021. Il resto del fabbisogno, pari a 1,3 mld, potrà essere coperto da economie di questo programma e dalle future programmazioni e alla fine tutto il territorio siciliano potrà essere messo in sicurezza”. Lo ha detto Maurizio Croce, Soggetto attuatore del Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico in Sicilia, intervenendo oggi a Palermo al confronto con i vertici nazionali e regionali dell’Ance

 

Palermo, 6 maggio 2019 – Mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia: domani a Palermo i vertici nazionali e regionali dell’Ance si confronteranno con la Regione sui fondi assegnati per le progettazioni e sulle opere ancora da porre in gara. L’obiettivo è anche condividere informazioni e strategie, alla luce delle nuove tecnologie digitali Bim che possono imprimere un forte impulso alla realizzazione dei Programmi finanziati.

L’appuntamento è domani, 7 maggio, alle ore 9,30, presso l’Ance Sicilia, in via Alessandro Volta, 44, a Palermo.

 

Si terrà il prossimo 7 maggio 2019, a partire dalle ore 09:30 il Convegno promosso da ANCE Sicilia e OICE Sicilia avente per oggetto l'Innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione e l'interazione con i Professionisti e le Imprese.
 
L’Italia e in particolare la Sicilia si pongono in controtendenza nel settore delle infrastrutture, che nel mondo sta vivendo una fase di grande espansione per effetto della crescita della popolazione, dei flussi turistici e, soprattutto, a causa della crescente urbanizzazione.
 

Palermo, 10 aprile 2019 - ANCE GIOVANI Palermo ha organizzato l'evento - Una nuova offerta formativa a Palermo - Corsi di Laurea in "Ingegneria Edile, Innovazione e Recupero del Costruito" e di Laurea in "Ingegneria dei Sistemi Edilizi". Si terrà il 15 aprile 2019, presso la Sala Francesco Florio di Palazzo Forcella De Seta, Foro Umberto Primo 21 (Palermo).

Palermo, 09 aprile 2019 - ANCE Sicilia in collaborazione con OICE Sicilia organizza per il prossimo 07 maggio 2019 il convegno dal titolo "L’innovazione digitale nella gestione degli asset pubblici e nel ciclo del progetto progettisti, costruttori e clienti a confronto"
L’Italia e in particolare la Sicilia si pongono in controtendenza nel settore delle infrastrutture, che nel mondo sta vivendo una fase di grande espansione per effetto della crescita della popolazione, dei flussi turistici e, soprattutto, a causa della crescente urbanizzazione.
 
 

Palermo, 28 marzo 2019 – “In Sicilia ci sono opere da sbloccare per 10 mld di euro. Di queste, buona parte sono di competenza di Anas e Rfi, società dalle quali il governo regionale, nonostante sia in pressing da oltre un anno, non riesce ancora ad ottenere la soluzione dei problemi sorti e, in alcuni casi, persino le progettazioni. Sono fondi che saranno revocati se gli appalti non saranno affidati entro il 2021, evenienza che la Sicilia non potrebbe tollerare. Ecco perché il governo regionale intende percorrere tutte le strade possibili per intervenire con ogni mezzo e ottenere al più presto risultati concreti da Anas e Rfi”.

Palermo, 27 marzo 2019 – I professionisti si formano alle nuove metodologie; si redigono i primi progetti innovativi; la Regione avvia l’adeguamento del Prezziario; si pubblicano i primi bandi di gara aggiornati, a cominciare da Rfi e Anas; e Ance Sicilia sperimenta soluzioni applicative e approfondisce problematiche di interfaccia innovative

Palermo, 9 marzo 2019 – In Sicilia l’unione di malaburocrazia e di schizofrenia politica ha partorito una situazione degna di una commedia di Camilleri che espone l’Italia alla berlina dell’Europa (e a pesanti multe) e mette a rischio l’intero settore turistico, uno dei pochi della nostra economia col segno positivo. Sin dal 2012 l’Isola ha a disposizione, con la delibera Cipe numero 60 sull’ “Apq Rafforzato”, oltre 1,1 mld di euro per realizzare o mettere a norma gli impianti di depurazione delle acque reflue, ma da allora poco o nulla è stato fatto. Il massimo è l’avere adesso avviato l’iter per impegnare 400 milioni (il 45%), ma gli altri 700 milioni sono fermi.  All’inizio ci vollero quattro anni per mettere a punto i primi progetti col metodo dell’appalto-concorso, ma la schizofrenia politica mise in atto il primo colpo di scena, col Codice degli appalti che abolì questo metodo senza prevedere una norma transitoria per il passato. Quindi, tutto da rifare.  Il resto del copione lo ha scritto una rete di malaburocrazia che sembra nessuna legge o istituzione riesca a strappare. Infatti, nonostante vari commissariamenti, è stato impedito qualsiasi concreto passo in avanti. E neppure la nomina da parte del governo nazionale del commissario straordinario Enrico Rolle finora ha potuto snodare un borbonico intreccio di pasticci, errori ed equivoci che allunga la trama all’infinito.  Dalla ricognizione delle opere immediatamente cantierabili effettuata dall’Ance Sicilia a fine 2018, risulta che ad oggi solo 19 interventi, per 133 milioni di euro, siano arrivati alla fase del prossimo completamento della progettazione esecutiva.   Inoltre nel 2017 e nel 2018 il commissario Rolle ha pubblicato gli avvisi di preinformazione per 45 gare di affidamento lavori da 439 milioni complessivi e per 26 gare di affidamento di servizi di ingegneria da 38 milioni in totale.   Sollecitato lo scorso novembre da Ance Sicilia a fornire chiarimenti, dalle risposte del commissario si evince che delle 45 gare per lavori, solo 6 per 49 milioni sono in fase di espletamento e da aggiudicare; delle restanti 39, ci sono da aggiudicare 11 gare per progettazioni da 227 milioni, 16 gare di progettazione aggiudicate per 63 milioni, 8 interventi da 36 milioni per i quali si deve avviare la progettazione, 2 interventi da 41 milioni per i quali occorrono approfondimenti e altri 2, da 13 milioni, sui quali non sono state fornite indicazioni.  Quanto alle 26 gare di progettazione previste dall’avviso di preinformazione, solo 2 per 2 milioni risultano aggiudicate; delle altre 24, 8 gare per 18 milioni sono in corso di espletamento; per 12 interventi da 15 milioni deve essere avviata la progettazione; su 3 occorrono approfondimenti e su 1 non sono state fornite indicazioni.  “E’ scandaloso – osserva il presidente dell’Ance Sicilia, Santo Cutrone – avere in tasca 1,1 mld e spendere quasi nulla mentre l’Italia, a causa di questa assurda commedia siciliana, è costretta a pagare all’Ue pesanti multe per la mancata depurazione. E’ evidente a tutti noi che il mare comincia ad essere sporco ovunque e che prima o poi il turismo ne risentirà. Ogni anno – dichiara Cutrone - abbiamo denunciato questa gravissima situazione, di recente anche segnalando sul sito sbloccacantieri.it al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Regione la ricognizione puntuale sullo stato di attuazione della delibera Cipe, senza però che sia stato prodotto alcun risultato significativo. E’ assolutamente indispensabile – conclude il presidente di Ance Sicilia – che i livelli nazionale e regionale facciano l’impossibile (come sembra intravedersi dall’avvio di una stretta collaborazione tra il commissario Rolle e l’assessore Alberto Pierobon), con norme specifiche e provvedimenti straordinari e urgenti, per sbloccare subito questi interventi, prima che i danni diventino irreparabili”.Palermo, 9 marzo 2019 – In Sicilia l’unione di malaburocrazia e di schizofrenia politica ha partorito una situazione degna di una commedia di Camilleri che espone l’Italia alla berlina dell’Europa (e a pesanti multe) e mette a rischio l’intero settore turistico, uno dei pochi della nostra economia col segno positivo. Sin dal 2012 l’Isola ha a disposizione, con la delibera Cipe numero 60 sull’ “Apq Rafforzato”, oltre 1,1 mld di euro per realizzare o mettere a norma gli impianti di depurazione delle acque reflue, ma da allora poco o nulla è stato fatto. Il massimo è l’avere adesso avviato l’iter per impegnare 400 milioni (il 45%), ma gli altri 700 milioni sono fermi.